lunedì 11 aprile 2011

Don Gallo e il bene comune

Intervento di don Andrea Gallo sul concetto di "Bene Comune", per una città partecipata ed inclusiva dove i servizi sociali siano il primo strumento di emancipazione per "gli ultimi". Per una democrazia alla quale possano partecipare davvero tutti, nel rispetto della Costituzione e dei Diritti Umani e Civili.

sabato 26 febbraio 2011

Mauro Armanino, le armi italiane in Libia e le nostre responsabilità

L'Italia è il primo fornitore di armi della Libia.
Le stesse armi che in questi giorni stanno uccidendo.
Le armi sono fatte per uccidere... prima o poi uccidono...




L'ipocrisia della nostra diplomazia in tutti questi anni, che si evidenzia in queste settimane, non fa altro che esprimere questa straordinaria contraddizione che stiamo vivendo.

E mi sorprende chi si sorprende, perché l'ipocrisia ci ha accompagnato in tutti questi anni, non solamente in questo governo, che se mai ha espresso pienamente ciò che era già era presente prima (accordi e trattative con Gheddafi).

Siamo diventati un paese guerrafondaio.
"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali..."
Ma di fatto noi con le "missioni di pace" puntiamo ad interessi e poco più.

Quindi finiamola con questa storia.

Ci sono 8-9 milioni di persone che ogni anno muoiono di fame. Ogni 5 secondi muore un bambino. Ogni 5 secondi...

Se questo bambino fosse nostro figlio, come reagiremmo?
Ma siccome sono lontani, sono da un altra parte...

Però quando arrivano ci ricordano che il mondo è stato creato così. Ma non divinamente, siamo noi che l'abbiamo creato così.

Come non rimettere in discussione il quadro nel quale si sviluppa un economia, una cultura, una visione del mondo e della vita che è fondata sulla sopraffazione e sulla vita di pochi a detrimento della vita di tanti?

Ripartire dall'umano significa riprendere un cammino di ospitalità, rendersi conto che siamo interdipendenti, rimettersi all'ascolto e ripartire dall'ascolto.
Rifarsi vulnerabili, non censurare cosa abbiamo vissuto come popolo.

Facciamo parte, noi qui, di quel piccolo 20% che accaparra l'80% delle risorse di questo pianeta.
Perché non ripartiamo di quì?
Cioè perché non ripartiamo da una giustizia, da una giustizia distributiva, e da una nuova e rinnovata visione del mondo, nel quale al centro non ci siano gli interessi di pochi, ma la vita per tutti.

Ricominciamo a guardare il mondo con occhi diversi, per così dire con occhi bagnati di compassione e di tenerezza, da lì dobbiamo ripartire.

Invece i nostri occhi sono secchi, sono aridi, vedono e fanno solamente contabilità. Contabilizzano... invece no: la vita è fatta soprattutto da uno sguardo attento, rispettoso... e inumidito di tenerezza.

padre Mauro Armanino

missionario Società Missioni Africane

Genova, Vigne 25 febbraio 2011

Sulle armi italiane in Libia si veda anche Mosaico di Pace

sabato 1 gennaio 2011

Augurio di Buon Anno da Corleone


L’elenco delle cose che vorrei per il Nuovo Anno

- Vorrei che nel Mondo vi fosse la Pace. Non quella dei tanti cimiteri delle tante guerre (dichiarate o semplicemente praticate), ma quella costruita dalle donne e dagli uomini di buona volontà, che non significa assenza di conflitti, bensì capacità di saperli superare.

- Vorrei che l’Italia, l’Europa e il Mondo superassero la “sbornia” liberista, che mette al primo posto il Dio Denaro, calpestando i più elementari diritti delle persone.

- Vorrei che si consentisse ai giovani di pensare e di avere un futuro degno di essere vissuto, quel futuro che oggi viene negato dalla disoccupazione e dal “cattivo lavoro” (a termine, a chiamata, a intermittenza e… a quanto di più “ammazza-futuro” hanno inventato i padroni di sempre).
- Vorrei che le tante Italie (l’una “in guerra” con le altre) fossero ricomposte in un’unica Italia, patria vera e accogliente di tutti gli italiani (a prescindere dal luogo geografico in cui vivono, dalla loro fede religiosa, dalla loro filosofia di vita e dal colore della loro pelle).

- Vorrei che le istituzioni fossero rispettabili e rispettate, piuttosto che sospettabili e sospettate delle più incredibili nefandezze morali.

- Vorrei che i rappresentanti delle istituzioni fossero come li sognava il legislatore latino, scrivendo che «sulla testa della moglie di Cesare non deve aleggiare nemmeno l’ombra del sospetto».

- Vorrei che istituzioni e cittadini, sinergicamente, combattessero contro le mafie e i mafiosi, operando per costruire libertà, democrazia, legalità e lavoro nelle terre del Sud devastate dalla criminalità organizzata.

- Vorrei che la Sicilia, più che formule e alchimie politiche, spesso incomprensibili per i cittadini, sperimentasse Sviluppo nella Legalità, partendo dall’agricoltura e dall’industria di trasformazione dei prodotti agricoli;
- Vorrei che a Corleone nascesse una nuova classe dirigente, capace di spezzare davvero e per sempre i legami con la mafia, capace di cancellare le meschine e umilianti pratiche clientelari, capace di avere idee e progetti per il futuro della città.
- Vorrei che (a Corleone, in Sicilia e in Italia) si mettesse fine alla vuota (e pericolosa) retorica dell’antimafia, che alimenta la mafia e crea confusione tra la gente onesta.
- E siccome penso che sia velleitario avere (insieme e tutte) le cose di questo elenco, almeno mi auguro che ci siano sempre più persone disponibili a battersi per conquistarle.
Dino Paternostro
Corleone, 31 dicembre 2010

martedì 28 dicembre 2010

CAMBUSE CRITICHE

Cambuse Critiche è un progetto nato nell'estate 2010 dall'impegno del clan RM72 per testimoniare il capitolo svolto durante l'anno sul consumo critico. Il progetto consiste nell'organizzazone di cambuse per i campi estivi attente all'ambiente e al sociale. Cambiare i prodotti che mangiamo durante i campi estivi è un primo passo per divenire consumatori attivi.

Abbiamo avuto l'onore di partecipare al Campo di formazione capi a Napoli
pochi giorni fa, un primo modo per iniziare ad espandere la CC tra le idee e le pratiche degli scout. A metà gennaio (15 e 16) in più, avremo l'occasione di essere presenti all'assemblea regionale dei capi del lazio, forse incaricati della cambusa, ma sicuramente con uno stand dedicato al progetto. Per allora, presenteremo esaurientemente il progetto di quest'anno: fornitori, prezzi, logistica, proposta educativa saranno messe su carta e lanciate agli scout, speranzosi che la risposta che riceveremo da voi sia grande quanto il nostro entusiasmo (anche se preferibilmente meno ritardatario...). Alla prossima!

lunedì 27 dicembre 2010

Zanotelli su acqua ed emergenza rifiuti

L'emergenza rifiuti in Campania



Avete mai pensato di privatizzare vostra madre?